C’erano una volta le verande…

Lo spazio in casa, si sa, non basta mai, così al fine di assecondare questa esigenza nel passato molte persone hanno optato per installare una veranda sul proprio balcone, uno spazio molto comodo e funzionale utile per riporvi gli oggetti più disparati.

Fino a qualche anno fa, tale operazione era piuttosto semplice in quanto facilmente ammessa dai regolamenti edilizi senza particolari vincoli tecnici, ma soprattutto non assoggettata al pagamento di alcun onere concessorio comunale: bastava affidarsi al proprio tecnico di fiducia per depositare la necessaria pratica edilizia comunale e procedere al conseguente aggiornamento catastale una volta terminati i lavori, tutto si limitava a questo.

Nel recente però tale “operazione” è stata resa molto più complicata ed onerosa…

Con la modifica dell’assetto normativo in materia di urbanistica introdotto dalla Regione Toscana, ovvero con l’entrata in vigore del DPGR n° 64/R/2013 “Regolamento in materia di unificazione dei parametri urbanistici ed edilizi” ( in vigore dal 15 Maggio 2015 ), le cose si sono decisamente complicate: la nuova norma regionale ha infatti equiparato la realizzazione di detto locale, ancorché accessorio secondario, alla stregua di un vero e proprio ampliamento volumetrico funzionale che richiede la preventiva valutazione di fattibilità da parte di un tecnico abilitato.

In sostanza deve essere verificata la sussistenza di una capacità edificatoria residua da poter utilizzare per eseguire la struttura in ampliamento rispetto alla volumetria esistente ( in pratica deve essere accertato che per il lotto di terreno ove è sito l’immobile, vi sia ancora del volume fabbricabile non ancora sfruttato, cosa che nel 99% dei casi è molto molto improbabile!).

Tra l’altro il nuovo regime normativo ha comportato l’obbligo di corrispondere gli oneri concessori comunali prima non previsti per tale fattispecie.

Alcuni Comuni poi hanno previsto, nei i propri regolamenti edilizi, specifici requisiti essenziali senza il rispetto dei quali non è possibile installare così facilmente la veranda in edifici plurifamiliari (Condomini).

Oggi giorno, realizzare una veranda sul proprio balcone, è quindi diventata cosa “quasi impossibile” e, ove fattibile, è comunque gravata da costi procedurali e concessori comunali di non poco conto!

E le serre solari? Da non scambiare per una veranda anche se visivamente li somiglia molto… 

In un recente articolo , ho già parlato di questo “elemento accessorio speciale” che appartiene a quell’insieme di sistemi di risparmio energetico dell’edificio detti passivi in quanto consentono di ridurre il fabbisogno di energia per la climatizzazione invernale sfruttando una risorsa “gratuita”, ovvero l’energia termica che deriva dalle radiazioni solari.

Non entrando nei concetti di funzionamento di tale sistema tecnico, per i quali si invita il lettore ad approfondire consultando quanto già pubblicato in questo blog, è mia intenzione  illustrare i vantaggi pratici ed economici che inducono a preferire tale soluzione rispetto alla tradizionale veranda anche se quest’ultima, a seguito della necessaria valutazione tecnica, fosse realizzabile.

La serra solare:

  • consente una riduzione del fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale dell’unità immobiliare;

  • migliora il comfort acustico del locale abitabile (o dei locali) al quale viene addossata;

  • aumenta il valore dell’immobile in relazione al miglioramento della prestazione energetica che ne deriva (e non solo);

  • in qualità di volume tecnico “speciale” mirato al risparmio energetico è generalmente assoggettato a vincoli normativi meno restrittivi (anche se ci sono);

  • è equiparata ad un “volume tecnico” pertanto non costituisce volumetria in ampliamento;

  • non è assoggettata al pagamento di alcun onere concessorio comunale.

Da considerare poi che i costi di produzione ed installazione di una serra solare sono analoghi a quelli di una tradizionale veranda (o poco più), in quanto gli elementi costruttivi (telai e vetrature) sono pressoché i medesimi, entrambe di un certo livello qualitativo ed elevate performance termiche, cosi come i tempi di montaggio in opera.

Un differenza in termini costruttivi è certamente quella della copertura: quella delle serre solari deve essere completamente trasparente in modo da garantire un’efficace captazione dei raggi solari, prerogativa necessaria affinché questo interessante sistema di risparmio energetico possa essere concretamente funzionale.

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